I backlink sono collegamenti presenti su altri siti web che puntano verso una pagina del nostro sito. Rappresentano uno degli elementi più conosciuti della SEO off-page, ma il loro funzionamento viene spesso semplificato attraverso formule come “più backlink significa più autorevolezza” o “un link da un sito con DR elevato migliora automaticamente il ranking”.
La realtà è più articolata. I link permettono agli utenti e ai crawler di spostarsi tra risorse differenti, aiutano i motori di ricerca a scoprire nuove pagine e possono fornire informazioni sulla relazione tra i contenuti. Qualità, pertinenza, contesto editoriale, pagina di origine, anchor text e natura del collegamento devono però essere valutati insieme.
Non tutti i backlink hanno quindi lo stesso significato e non esiste un numero universale di link necessario per posizionare un sito.
In questa guida vediamo cosa sono i backlink, come funzionano, come valutarli e quale ruolo possono avere all’interno di una strategia di link building più ampia.
Cosa sono i backlink?
Un backlink, chiamato anche inbound link o link in entrata, è un collegamento presente su un dominio esterno che rimanda a una pagina del nostro sito.
Se un quotidiano pubblica un articolo e inserisce un collegamento verso il sito di un’azienda citata nel testo, quell’azienda riceve un backlink.
Lo stesso accade quando un blog utilizza uno studio come fonte, un’associazione collega il sito di un proprio membro oppure un magazine rimanda a una guida per permettere ai lettori di approfondire un argomento.
Il backlink deve quindi essere distinto dai collegamenti interni, che connettono invece pagine appartenenti allo stesso sito.
Qual è la differenza tra link interni, link esterni e backlink?
Il termine “link” descrive genericamente un collegamento tra due risorse. La distinzione dipende dal punto di osservazione.
Un link interno collega due pagine dello stesso dominio. Per esempio, un articolo del blog può collegare una pagina servizio oppure un’altra guida pubblicata sullo stesso sito.
Un link esterno è invece un collegamento che dalla nostra pagina conduce verso un altro dominio.
Dal punto di vista del sito che riceve quel collegamento, lo stesso link diventa un backlink.
Se Link Builder Italia pubblica un articolo e collega una documentazione ufficiale di Google, per Link Builder Italia si tratta di un link esterno. Dal punto di vista della pagina Google, quel collegamento rappresenta invece un backlink.
Perché i motori di ricerca utilizzano i link?
Google spiega che utilizza i link come indicatore per determinare la pertinenza delle pagine e per trovare nuove pagine da sottoporre a scansione.
I collegamenti contribuiscono infatti a creare la struttura attraverso cui le risorse del web sono connesse tra loro.
Questo non significa però che ogni backlink trasferisca automaticamente un valore prestabilito oppure che tutti i collegamenti abbiano lo stesso peso.
La documentazione ufficiale di Google sulle best practice relative ai link sottolinea anche l’importanza di collegamenti tecnicamente sottoponibili a scansione e di anchor text utili e descrittive.
I backlink sono ancora importanti per la SEO?
I link continuano a far parte del funzionamento della Ricerca Google, ma una strategia moderna non dovrebbe ridurre la SEO alla semplice acquisizione del maggior numero possibile di backlink.
Il sito deve innanzitutto offrire pagine accessibili, indicizzabili e utili per gli utenti. Contenuti, struttura tecnica, internal linking, esperienza della pagina e SEO off-page lavorano insieme.
Inoltre il valore di una citazione deve essere analizzato nel proprio contesto.
Un collegamento da una fonte pertinente all’argomento, inserito in un contenuto editoriale utile e raggiunto da un pubblico reale, presenta caratteristiche molto differenti rispetto a un link generato automaticamente su centinaia di pagine prive di relazione con il sito.
Che cosa rende un backlink di qualità?
Non esiste una singola metrica in grado di rispondere a questa domanda. La valutazione dovrebbe combinare più elementi.
Pertinenza tematica
Il sito e la pagina che ospitano il collegamento dovrebbero avere una relazione comprensibile con l’argomento della risorsa citata.
Questo non significa che un’azienda possa ricevere link soltanto da siti appartenenti esattamente allo stesso settore.
Una testata generalista può avere sezioni dedicate a economia, tecnologia, salute, turismo, casa o automotive e rappresentare quindi un contesto pertinente per numerosi progetti.
La domanda da porsi è se la citazione abbia senso per il lettore che sta consultando quella pagina.
Qualità editoriale
È utile valutare il publisher anche come farebbe un normale utente.
Contenuti curati, struttura chiara, autori identificabili, aggiornamenti regolari e una linea editoriale riconoscibile sono elementi che aiutano a comprendere la qualità complessiva del sito.
Al contrario, domini composti quasi esclusivamente da articoli commerciali su argomenti completamente scollegati tra loro meritano un’analisi più approfondita.
Traffico organico
Il traffico stimato non determina da solo la qualità di un backlink, ma può fornire informazioni utili sulla presenza reale del publisher nei risultati di ricerca.
È interessante osservare non soltanto il volume complessivo, ma anche quali pagine ricevono traffico, per quali argomenti il sito è visibile e quale andamento ha avuto nel tempo.
Contesto della pagina
Un backlink inserito all’interno di un approfondimento pertinente è diverso da un collegamento collocato in una pagina quasi vuota oppure all’interno di una lunga lista di link.
È quindi necessario analizzare la pagina specifica e non soltanto le metriche del dominio.
Pubblico raggiunto
Un backlink può avere valore anche indipendentemente dal ranking.
Una testata conosciuta dal pubblico dell’azienda può portare nuovi utenti, aumentare la visibilità del brand e generare traffico referral.
Per questo la selezione delle fonti dovrebbe considerare anche chi legge realmente il contenuto.
DA e DR misurano la qualità dei backlink?
Domain Authority e Domain Rating sono metriche sviluppate da strumenti SEO di terze parti.
Possono essere utili per confrontare domini, analizzare profili backlink e organizzare grandi quantità di dati, ma non sono metriche utilizzate direttamente da Google.
Non sarebbe quindi corretto affermare che un backlink con DR 70 sia automaticamente migliore di uno proveniente da un sito con DR 40.
Un piccolo magazine verticale può essere estremamente pertinente e avere un pubblico reale nel settore. Un dominio con metriche molto elevate può invece offrire una pagina scarsamente coerente con il progetto.
DA e DR dovrebbero quindi essere utilizzati come elementi dell’analisi, non come unico criterio decisionale.
Che cos’è l’anchor text di un backlink?
L’anchor text è la parte visibile e cliccabile del collegamento.
Può utilizzare il nome del brand, una URL, una formulazione descrittiva, una keyword, parte di una keyword oppure un’espressione generica.
Google raccomanda anchor text descrittive, ragionevolmente concise e pertinenti al contenuto della pagina di origine e di quella collegata.
Questo non significa che ogni backlink debba contenere la keyword principale della pagina di destinazione.
Al contrario, la ripetizione sistematica della stessa keyword commerciale su numerosi siti può produrre un pattern artificiale e rendere i contenuti meno naturali anche dal punto di vista editoriale.
Abbiamo approfondito l’argomento nella guida dedicata alle anchor text nella link building.
Quali sono i principali tipi di backlink?
I backlink possono essere classificati in modi differenti in base all’origine, al contesto e agli attributi utilizzati.
Backlink editoriali
Nascono quando un autore o una fonte decide di collegare spontaneamente una risorsa perché la considera utile al contenuto.
Può accadere con studi, statistiche, guide, ricerche, strumenti, dichiarazioni, aziende o altre fonti utilizzate all’interno di un articolo.
Backlink da guest post
Un guest post è un contenuto pubblicato su un sito differente rispetto a quello dell’autore o dell’azienda.
Può avere finalità di visibilità, condivisione di competenze e sviluppo di relazioni editoriali.
Il guest posting non dovrebbe però essere trasformato in una produzione seriale di articoli progettati esclusivamente per inserire backlink e anchor ottimizzate.
Backlink da Digital PR
Una campagna di Digital PR può generare copertura editoriale attraverso dati, studi, notizie, storie aziendali e contenuti con interesse giornalistico.
Alcune pubblicazioni possono includere un backlink verso la fonte originale, mentre altre possono limitarsi a citare il brand.
Il valore della campagna non dovrebbe quindi essere misurato esclusivamente attraverso il numero di collegamenti ottenuti.
Backlink da directory
Alcune directory possono rappresentare risorse utili per utenti e professionisti, soprattutto quando appartengono ad associazioni, enti o settori specifici.
Altre esistono quasi esclusivamente per ospitare grandi quantità di collegamenti.
Per questo non è corretto considerare tutte le directory automaticamente positive o negative. Bisogna valutare la funzione reale del sito e il contesto nel quale compare l’azienda.
Backlink da partnership
Collaborazioni reali tra aziende, fornitori, clienti, associazioni ed enti possono generare collegamenti naturali.
Un case study, un progetto comune o una pagina dedicata ai partecipanti a un’iniziativa possono citare legittimamente i soggetti coinvolti.
La situazione è differente quando vengono create pagine partner esclusivamente con l’obiettivo di scambiarsi link in modo sistematico.
Link dofollow: che cosa significa realmente?
“Dofollow” è un termine comunemente utilizzato nel settore SEO per indicare un normale collegamento che non presenta attributi come nofollow, sponsored o ugc.
In HTML non esiste infatti un attributo rel="dofollow" necessario per creare questo tipo di link.
Un normale elemento <a href="..."> senza qualificazioni aggiuntive rappresenta un collegamento che Google può normalmente analizzare.
È quindi più corretto parlare di link normale o non qualificato, anche se “dofollow” continua a essere utilizzato diffusamente nel linguaggio SEO.
Che cos’è un backlink nofollow?
L’attributo rel="nofollow" viene utilizzato quando gli altri valori previsti non sono applicabili e il sito non desidera associare normalmente la propria pagina alla risorsa collegata.
La presenza di nofollow non significa che il link sia necessariamente inutile.
Un collegamento può continuare a essere cliccato dagli utenti, generare traffico referral, rendere più semplice raggiungere una fonte e contribuire alla visibilità del brand.
Per questo valutare una pubblicazione esclusivamente in base alla presenza o assenza del nofollow può essere eccessivamente riduttivo.
Che cos’è rel=”sponsored”?
Google indica rel="sponsored" per i collegamenti derivanti da pubblicità o paid placement.
L’attributo nofollow continua a essere accettato per queste situazioni, ma Google indica sponsored come opzione preferita.
Le specifiche aggiornate sono disponibili nella guida ufficiale dedicata a come qualificare i link in uscita.
Questo aspetto è particolarmente importante perché una pubblicazione commerciale e una citazione editoriale spontanea hanno una natura differente.
Che cos’è rel=”ugc”?
L’attributo rel="ugc" è consigliato da Google per i collegamenti presenti nei contenuti generati dagli utenti, come commenti e post nei forum.
Anche in questo caso l’obiettivo è fornire maggiori informazioni sulla natura del collegamento.
Un link UGC non dovrebbe essere confuso con una normale citazione editoriale inserita dall’autore di un articolo.
Backlink sponsorizzati e backlink editoriali sono la stessa cosa?
No. La differenza riguarda il motivo per cui il collegamento viene pubblicato.
Una citazione editoriale nasce perché l’autore decide che una determinata risorsa è utile al proprio contenuto.
Una pubblicazione sponsorizzata nasce invece da una relazione commerciale.
Entrambe possono avere valore per un’azienda in termini di pubblico raggiunto, traffico, brand awareness e presenza editoriale, ma non devono essere presentate come se avessero necessariamente la stessa funzione all’interno dei sistemi di ranking.
Che cos’è un backlink naturale?
Il termine viene generalmente utilizzato per descrivere un collegamento che nasce senza una richiesta o un accordo finalizzato alla sua creazione.
Una ricerca originale citata da un giornalista, una guida utilizzata come fonte da un blogger o uno strumento consigliato spontaneamente da un sito esterno sono esempi intuitivi.
La possibilità di ottenere link spontanei aumenta quando il sito produce risorse che hanno una ragione concreta per essere citate.
Dati originali, statistiche, strumenti, ricerche, guide approfondite e informazioni proprietarie possono creare più occasioni rispetto a normali pagine commerciali.
Che cosa sono i backlink spam?
Google definisce link spam i collegamenti creati a o da un sito principalmente allo scopo di manipolare i ranking.
Tra gli esempi indicati nelle proprie norme rientrano l’acquisto o vendita di link per finalità di ranking, gli scambi eccessivi, l’utilizzo di programmi o servizi automatizzati per creare collegamenti e determinati pattern di anchor text ottimizzate distribuite attraverso articoli, guest post o comunicati.
Le indicazioni complete sono disponibili nelle norme relative allo spam della Ricerca Google.
Per questo una campagna professionale non dovrebbe puntare alla semplice quantità dei link acquisiti.
Un backlink di bassa qualità può danneggiare il sito?
La presenza di un collegamento proveniente da un sito debole, sconosciuto o con metriche basse non significa automaticamente che il dominio stia subendo un danno SEO.
Internet genera naturalmente collegamenti molto differenti tra loro e un sito può ricevere backlink da scraper, aggregatori, vecchie directory o altre fonti senza aver fatto nulla per ottenerli.
È più importante individuare eventuali pattern artificiali riconducibili ad attività realizzate intenzionalmente per manipolare il ranking.
Abbiamo approfondito questo tema nella guida dedicata ai backlink tossici e al Disavow Tool.
Bisogna rimuovere tutti i backlink sospetti?
No. Una pulizia indiscriminata basata esclusivamente su metriche come DR, DA o Toxic Score può portare a classificare come problematici anche collegamenti legittimi.
Prima di intervenire è necessario capire come è nato il link, quale pagina lo ospita, quale rapporto esiste con il sito e se fa parte di una strategia artificiale costruita in passato.
Google specifica inoltre che la maggior parte dei siti non ha bisogno di utilizzare il Disavow Tool.
Lo strumento deve essere considerato con particolare cautela e soprattutto nei casi indicati dalla documentazione ufficiale, non come normale manutenzione periodica del profilo backlink.
Come si ottengono backlink?
Le strategie possibili sono numerose e non tutte sono adatte a qualsiasi progetto.
Una delle soluzioni più solide consiste nel creare risorse che possano essere utilizzate come fonti: ricerche, dati proprietari, strumenti, guide, analisi e contenuti realmente originali.
Digital PR e outreach editoriale possono poi contribuire a portare queste informazioni davanti a giornalisti, blogger e publisher interessati.
Altre opportunità possono nascere da collaborazioni, eventi, partnership reali, recupero di menzioni prive di link e broken link building.
Il punto fondamentale è creare una ragione editoriale per la citazione anziché partire esclusivamente dal desiderio di ottenere un backlink.
Quanti backlink servono per posizionare un sito?
Non esiste un numero valido per tutti i progetti.
La quantità necessaria, ammesso che abbia senso parlare di una quantità specifica, dipende dalla concorrenza, dal settore, dallo storico del dominio, dalla qualità dei contenuti, dalle pagine da supportare e dalle caratteristiche delle fonti disponibili.
Un settore locale poco competitivo può presentare uno scenario completamente differente rispetto a finanza, assicurazioni, turismo, eCommerce o altri mercati altamente competitivi.
Per questo impostare pacchetti standard come “10 backlink al mese” senza analizzare il progetto fornisce poche informazioni sulla strategia realmente necessaria.
È meglio avere molti backlink o pochi backlink di qualità?
La domanda parte da una contrapposizione troppo semplice.
Un sito autorevole può naturalmente ricevere molti backlink e mantenere contemporaneamente un profilo di grande qualità.
Ciò che dovrebbe essere evitato è utilizzare la quantità come obiettivo indipendente dal contesto.
Ottenere cento collegamenti da fonti create quasi esclusivamente per ospitare link non equivale automaticamente a ottenere una presenza editoriale più forte rispetto a poche citazioni realmente pertinenti e conosciute dal pubblico del settore.
È quindi preferibile valutare la qualità delle opportunità e costruire la crescita del profilo nel tempo.
Dove dovrebbero puntare i backlink?
Non tutti i collegamenti devono essere indirizzati alla homepage.
La pagina di destinazione dovrebbe essere scelta sulla base del contenuto e degli obiettivi.
Una citazione del brand può naturalmente puntare alla home. Un articolo che approfondisce un servizio può collegare la relativa landing. Uno studio può rimandare alla pagina che contiene i dati originali.
Negli eCommerce può essere più interessante lavorare su categorie e sottocategorie strategiche rispetto a singole schede prodotto destinate a cambiare o scomparire.
La distribuzione dei backlink dovrebbe quindi seguire le caratteristiche del sito e delle singole pubblicazioni.
Come controllare i backlink di un sito?
Google Search Console mette a disposizione un report dedicato ai link che permette di visualizzare informazioni relative alle pagine più collegate, ai siti che rimandano maggiormente al dominio e ad alcuni testi di collegamento.
Il report può essere affiancato da strumenti SEO specializzati che dispongono di database propri e permettono analisi più approfondite.
I numeri possono differire tra uno strumento e l’altro perché ciascun servizio utilizza un proprio sistema di crawling e un proprio database.
Per questo non bisogna aspettarsi che Search Console, Ahrefs, Semrush, Majestic o altri strumenti mostrino esattamente lo stesso numero di backlink.
Quali KPI utilizzare per valutare una campagna di backlink?
Il semplice conteggio dei link ottenuti non è sufficiente.
È utile osservare quali pagine vengono supportate, quali fonti sono state acquisite, la pertinenza delle pubblicazioni, il traffico referral e l’evoluzione delle pagine nelle query di interesse.
Search Console può aiutare a monitorare impression, clic e query, mentre gli strumenti di analytics permettono di valutare traffico e conversioni.
Per attività di Digital PR possono essere importanti anche citazioni del brand, copertura editoriale e qualità delle testate raggiunte.
È però necessario evitare attribuzioni troppo semplicistiche: se una pagina migliora dopo un backlink, non significa automaticamente che quel singolo collegamento sia stato l’unica causa.
Backlink e traffico referral
Un collegamento può generare valore anche attraverso gli utenti che lo cliccano.
Una citazione su una fonte letta dal pubblico corretto può portare visite qualificate verso il sito, indipendentemente da qualsiasi effetto sul ranking.
Questo rende particolarmente interessante considerare il pubblico del publisher durante la selezione.
Per un’azienda B2B, ad esempio, una fonte di settore relativamente piccola ma letta dai decisori del mercato può produrre un traffico molto più rilevante rispetto a un portale generalista con un pubblico enorme ma poco interessato al servizio.
Backlink e autorevolezza del brand
È importante distinguere l’idea generica di autorevolezza da una metrica matematica universale.
Essere citati da testate, magazine, associazioni e fonti pertinenti può contribuire a costruire la presenza digitale e la riconoscibilità di un brand.
Questo non significa che esista un “punteggio di autorevolezza” pubblico di Google che aumenta automaticamente di una determinata quantità ogni volta che viene acquisito un backlink.
Metriche come DA e DR sono tentativi degli strumenti SEO di sintetizzare alcune caratteristiche di un profilo backlink, ma non devono essere confuse con un valore ufficiale utilizzato dal motore di ricerca.
Backlink e visibilità nelle risposte dell’intelligenza artificiale
La crescita di AI Overview, AI Mode e degli assistenti basati sull’intelligenza artificiale ha portato molte aziende a chiedersi se i backlink possano aumentare la probabilità di essere citate nelle risposte generate dai sistemi AI.
Non esiste una quantità, un tipo di backlink o una determinata anchor text in grado di garantire questo risultato.
Google specifica che per AI Overview e AI Mode continuano a essere valide le normali best practice SEO e che non sono necessarie ottimizzazioni, file o dati strutturati speciali.
Le indicazioni ufficiali sono disponibili nella guida dedicata alle funzionalità AI della Ricerca Google.
Per i brand rimane comunque strategico costruire una presenza digitale verificabile: informazioni proprietarie chiare, contenuti originali e citazioni su fonti pertinenti aumentano i luoghi del web nei quali l’azienda e le sue competenze possono essere scoperte.
Questo può contribuire alla discoverability complessiva del brand, ma non deve essere trasformato nella promessa di ottenere una citazione da Google, ChatGPT o qualsiasi altro sistema AI.
Backlink e Digital PR: qual è la differenza?
La link building si concentra maggiormente sull’analisi e sulla costruzione del profilo di collegamenti di un sito.
La Digital PR ha generalmente un obiettivo più ampio e può lavorare su copertura mediatica, citazioni, reputazione, visibilità e riconoscibilità del brand.
Le due attività possono integrarsi.
Una ricerca aziendale può diventare una campagna di Digital PR, essere ripresa da più testate, produrre citazioni del brand e generare anche backlink verso la fonte originale.
La strategia più completa non valuta quindi ogni pubblicazione soltanto in funzione del link, ma considera anche fonte, pubblico, contenuto e obiettivi del progetto.
Come scegliere un partner per una strategia di backlink
La prima verifica dovrebbe riguardare il metodo utilizzato per selezionare le fonti.
Un servizio basato esclusivamente su elenchi di domini ordinati per DA o DR difficilmente tiene conto di tutte le caratteristiche del progetto.
È preferibile valutare chi analizza settore, competitor, pagine prioritarie, traffico dei publisher, qualità editoriale, pertinenza e mercato prima di proporre le pubblicazioni.
È altrettanto importante avere chiarezza sui contenuti, sulle condizioni editoriali e sulla natura delle opportunità.
La link building dovrebbe essere costruita sul progetto, non applicando lo stesso pacchetto di siti a clienti completamente differenti.
Come lavora Link Builder Italia sui backlink
Link Builder Italia opera nella SEO off-page dal 2012 e affianca aziende e web agency nella costruzione di campagne di link building e Digital PR in Italia e sui principali mercati internazionali.
La nostra selezione dei publisher non si basa esclusivamente su DA e DR. Analizziamo pertinenza tematica, traffico organico, qualità editoriale, caratteristiche del dominio, pubblico e contesto della pubblicazione.
Il progetto viene pianificato considerando le pagine realmente prioritarie, il profilo backlink esistente, i competitor e il mercato nel quale il sito deve aumentare la propria presenza.
Per le web agency possiamo inoltre gestire l’operatività in modalità white label, mentre per aziende che lavorano su più Paesi possiamo coordinare campagne internazionali attraverso publisher e contenuti adatti ai singoli mercati.
L’esperienza maturata dal 2012 permette a Link Builder Italia di affrontare la link building come un’attività editoriale e strategica, evitando di ridurla alla semplice vendita di pacchetti standard di backlink.
Domande frequenti sui backlink
Che cosa significa backlink?
Un backlink è un collegamento presente su un sito esterno che rimanda verso una pagina del nostro sito. Viene chiamato anche inbound link o link in entrata.
Qual è la differenza tra backlink e link?
Link è il termine generico per indicare un collegamento. Un backlink è invece un link osservato dal punto di vista della pagina che lo riceve da un dominio esterno.
I backlink migliorano automaticamente il ranking?
No. I link fanno parte dei segnali utilizzati nella Ricerca, ma il risultato dipende da numerosi fattori. Qualità della pagina, contenuti, pertinenza, contesto del collegamento, concorrenza e stato complessivo del sito devono essere considerati insieme.
Un backlink con DR alto è sempre migliore?
No. Il DR è una metrica proprietaria e non rappresenta un punteggio utilizzato direttamente da Google. Pertinenza, traffico, qualità editoriale e contesto possono rendere interessante anche una fonte con metriche inferiori.
Che differenza c’è tra dofollow e nofollow?
“Dofollow” viene comunemente utilizzato per descrivere un normale link privo di qualificazioni come nofollow, sponsored o ugc. nofollow è invece un attributo utilizzabile quando non si vogliono applicare le normali associazioni del collegamento.
Che cosa significa rel=”sponsored”?
È l’attributo indicato da Google per contrassegnare link derivanti da pubblicità e paid placement. Google continua ad accettare anche nofollow, ma indica sponsored come valore preferito per questi casi.
Quanti backlink servono per arrivare primi su Google?
Non esiste un numero che possa garantire una determinata posizione. La competizione, il settore, la qualità del sito, i contenuti, il profilo backlink e molti altri fattori variano da progetto a progetto.
È meglio avere backlink verso la homepage o verso pagine interne?
Dipende dal contesto della pubblicazione e dagli obiettivi. Un profilo può naturalmente includere collegamenti alla homepage, a pagine servizio, categorie, articoli, studi e altre risorse interne.
I backlink nofollow sono inutili?
No. Possono generare traffico, visibilità e permettere agli utenti di raggiungere una risorsa. Non è corretto valutare l’intero valore di una pubblicazione esclusivamente in funzione dell’attributo del link.
I backlink aiutano a comparire nelle risposte AI?
Non esiste una tipologia o quantità di backlink che garantisca la citazione nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale. Google non richiede una particolare strategia di link per AI Overview o AI Mode: continuano a valere le normali best practice SEO.
I backlink rimangono quindi un elemento importante dell’ecosistema del web e della SEO, ma devono essere analizzati in maniera molto più ampia rispetto alla semplice quantità.
Fonte, pertinenza, pubblico, contesto, contenuto e natura del collegamento determinano la qualità complessiva dell’opportunità. Una strategia efficace parte da questi elementi e costruisce nel tempo una presenza editoriale coerente con il sito, il brand e il mercato di riferimento.

