Ottenere backlink di qualità non significa accumulare il maggior numero possibile di collegamenti verso un sito. Una strategia efficace parte dalla capacità di creare contenuti e opportunità editoriali che abbiano una ragione concreta per essere citati da altre fonti.
Nel tempo la link building è diventata molto più selettiva. Metriche come Domain Rating o Domain Authority possono aiutare nell’analisi, ma non sono sufficienti per stabilire il valore di una pubblicazione. Pertinenza tematica, traffico organico, qualità editoriale, pubblico, contesto del link e caratteristiche della pagina che ospita la citazione devono essere valutati insieme.
Allo stesso tempo è necessario distinguere le attività editoriali dalle pratiche costruite principalmente per manipolare il ranking. Google continua infatti a considerare problematici schemi come l’acquisto di link finalizzato al trasferimento di segnali di ranking, gli scambi eccessivi, i sistemi automatizzati e altre forme artificiali di acquisizione dei collegamenti.
In questa guida vediamo dieci strategie che possono contribuire alla costruzione di un profilo backlink più solido, inserendole all’interno di una più ampia strategia di link building.
Cosa significa davvero ottenere backlink di qualità?
Prima di parlare delle singole tecniche è utile chiarire cosa si intende per qualità.
Un backlink interessante non è necessariamente quello proveniente dal sito con il DR più alto disponibile. Il valore di una citazione dipende dal contesto nel quale viene inserita e dal rapporto tra il sito che pubblica, il contenuto e la pagina collegata.
Un magazine verticale conosciuto nel proprio settore può risultare più coerente di un dominio generalista con metriche superiori. Allo stesso modo, una citazione inserita naturalmente all’interno di un articolo approfondito offre un contesto differente rispetto a un link collocato in una pagina composta quasi esclusivamente da contenuti promozionali.
Tra gli elementi da osservare rientrano quindi la pertinenza, la qualità editoriale, il traffico organico, la storia del dominio, la visibilità reale del sito, il pubblico raggiunto e la naturalezza con cui viene inserito il collegamento.
1. Creare contenuti che meritano di essere citati
La prima strategia non riguarda l’outreach ma il sito stesso. È molto più semplice ottenere citazioni quando esiste una risorsa che offre qualcosa di realmente utile.
Guide approfondite, strumenti, template, glossari, comparazioni, studi, raccolte di dati, mappe, calcolatori e risorse specialistiche possono diventare punti di riferimento all’interno di una nicchia.
Il principio è semplice: prima di chiedersi da quali siti ottenere un backlink, bisogna domandarsi perché un autore dovrebbe scegliere proprio la nostra pagina come fonte.
Google raccomanda di creare contenuti utili, affidabili e pensati principalmente per le persone, privilegiando anche informazioni originali, ricerca e analisi rispetto alla semplice rielaborazione di ciò che è già disponibile altrove.
Le indicazioni ufficiali possono essere approfondite nella guida Google dedicata ai contenuti utili, affidabili e pensati per le persone.
Questo approccio non garantisce automaticamente backlink, ma aumenta le possibilità che la pagina abbia caratteristiche sufficienti per diventare una fonte da citare.
2. Pubblicare dati, ricerche e informazioni originali
I contenuti basati su informazioni proprietarie possono offrire opportunità particolarmente interessanti perché permettono agli altri autori di citare una fonte che non possono sostituire semplicemente con un’altra pagina simile.
Un’azienda può utilizzare dati aggregati provenienti dalla propria attività, realizzare sondaggi, analizzare trend del proprio settore oppure trasformare informazioni interne in osservazioni utili per il mercato, naturalmente nel rispetto della privacy e della normativa applicabile.
Non è necessario disporre di milioni di dati. Anche una piccola analisi originale può diventare interessante se risponde a una domanda concreta.
Un’agenzia immobiliare potrebbe analizzare l’evoluzione delle richieste in determinate zone. Un eCommerce potrebbe osservare cambiamenti nelle preferenze dei consumatori. Un’azienda B2B potrebbe pubblicare un report sulle problematiche più frequentemente riscontrate dai propri clienti.
Quando una ricerca produce informazioni nuove, può inoltre essere utilizzata come base per attività editoriali, comunicati e Digital PR.
3. Utilizzare la Digital PR per creare notizie e citazioni
La Digital PR può ampliare la strategia rispetto al semplice outreach per ottenere un collegamento.
L’obiettivo è individuare un elemento realmente interessante per giornalisti, magazine e publisher: uno studio, un dato, un trend, una storia aziendale, un punto di vista qualificato o un contenuto collegato a un tema di attualità.
Una buona campagna può produrre citazioni del brand, copertura editoriale, traffico referral e, quando previsto dalla pubblicazione e appropriato al contesto, collegamenti verso il sito.
Il punto fondamentale è partire dalla notizia e non dal backlink. Se il contenuto viene costruito esclusivamente intorno alla necessità di inserire un link, difficilmente avrà lo stesso interesse editoriale.
Per questo dati originali e Digital PR funzionano particolarmente bene insieme: il brand non si limita a commentare ciò che altri hanno pubblicato, ma può diventare esso stesso una fonte di informazioni.
4. Fare outreach editoriale in modo selettivo
L’outreach consiste nel contattare direttamente siti, autori, giornalisti o responsabili editoriali che potrebbero essere interessati a una determinata risorsa.
Il problema nasce quando questo processo viene trasformato in un’attività indiscriminata: migliaia di email identiche inviate a siti completamente differenti difficilmente costituiscono una strategia editoriale di qualità.
Un outreach più efficace parte dalla selezione.
È utile individuare siti che trattano realmente l’argomento, capire chi pubblica determinati contenuti e proporre una risorsa che aggiunga qualcosa a ciò che è già presente.
Anche il messaggio dovrebbe essere contestualizzato. Non serve scrivere email estremamente lunghe, ma dovrebbe essere chiaro perché quella specifica risorsa può essere interessante per il destinatario.
Il valore dell’outreach dipende quindi molto più dalla qualità della lista e della proposta che dal volume delle email inviate.
5. Contribuire a contenuti editoriali e guest post pertinenti
Collaborare con magazine e siti verticali può consentire a professionisti e aziende di condividere competenze con un pubblico diverso dal proprio.
Il guest posting può essere utile quando il contenuto è realmente progettato per il sito ospitante e non viene prodotto in serie soltanto per inserire una keyword come anchor text.
Un contributo editoriale dovrebbe avere senso anche se il collegamento venisse rimosso. Questa è una buona verifica per capire se l’articolo possiede un valore indipendente dal backlink.
La selezione del sito è altrettanto importante. Pubblicare su un portale pertinente, con una linea editoriale riconoscibile e un pubblico coerente con l’argomento è molto diverso dal distribuire lo stesso articolo su decine di siti privi di relazione tra loro.
Per approfondire questi aspetti abbiamo dedicato una guida specifica al guest posting, aggiornata per distinguere le collaborazioni editoriali dalle attività seriali finalizzate principalmente alla creazione di link.
6. Recuperare le menzioni del brand prive di link
Un’azienda può essere già citata online senza che il nome sia collegato al sito ufficiale.
Queste menzioni possono riguardare il brand, i fondatori, prodotti, studi pubblicati dall’azienda, eventi, interviste o partnership.
Monitorare le citazioni permette di individuare alcune situazioni nelle quali può essere utile contattare l’autore e segnalare la pagina ufficiale come possibile risorsa aggiuntiva.
Non significa che ogni menzione debba necessariamente trasformarsi in un backlink. La decisione resta al publisher e in molti casi la semplice citazione del brand ha già un valore di visibilità e riconoscibilità.
Quando però il collegamento facilita realmente il lettore, ad esempio permettendogli di raggiungere lo studio originale o la fonte di un dato citato nell’articolo, la richiesta può avere una motivazione editoriale concreta.
7. Utilizzare la broken link building con un approccio utile
Nel tempo molte pagine web vengono eliminate, spostate o modificate. Di conseguenza alcuni articoli continuano a contenere collegamenti verso risorse che non esistono più.
La broken link building consiste nell’individuare questi collegamenti e proporre al proprietario del sito una risorsa alternativa pertinente.
La tecnica funziona soltanto quando la nuova pagina rappresenta davvero un’alternativa valida.
Segnalare un link rotto e proporre una pagina generica o scarsamente correlata difficilmente offre un vantaggio al publisher. Al contrario, se sul proprio sito esiste una risorsa che approfondisce lo stesso argomento e può sostituire la fonte non più disponibile, la segnalazione diventa utile anche per chi gestisce la pagina.
In alcuni casi può essere conveniente creare o migliorare una risorsa proprio perché esistono numerosi contenuti che continuano a citare una fonte ormai scomparsa.
8. Aggiornare e rilanciare i contenuti migliori
Non sempre è necessario creare una nuova pagina per ottenere nuove opportunità editoriali.
Un contenuto già pubblicato può essere aggiornato con nuovi dati, esempi, sezioni, immagini, analisi o strumenti e successivamente riproposto alle fonti potenzialmente interessate.
Questa strategia funziona soprattutto quando la pagina possiede già una buona base ma è diventata meno completa rispetto alle nuove esigenze degli utenti.
È importante però distinguere un aggiornamento reale da una semplice modifica della data.
Se il contenuto viene sostanzialmente migliorato, segnalare la nuova versione può avere senso. Cambiare soltanto l’anno nel titolo senza aggiungere informazioni non crea invece una nuova ragione per citarlo.
L’aggiornamento può essere particolarmente interessante per statistiche, report, guide normative, ricerche di settore e contenuti che cambiano nel tempo.
9. Costruire partnership e collaborazioni reali
Le relazioni tra aziende, associazioni, fornitori, organizzatori di eventi, università, enti e altre realtà possono generare naturalmente citazioni e collegamenti.
Un case study realizzato insieme a un cliente, la partecipazione a una ricerca, un evento, una collaborazione professionale o una partnership possono produrre pagine nelle quali la citazione dei soggetti coinvolti è perfettamente naturale.
Questo è molto diverso dalla creazione di pagine partner utilizzate esclusivamente per scambiarsi link.
Google include infatti gli scambi eccessivi e le pagine partner create esclusivamente per il cross-linking tra gli esempi di link spam.
Il criterio da utilizzare è quindi la presenza di una relazione reale che esisterebbe anche senza l’obiettivo SEO.
Se due aziende collaborano effettivamente a un progetto e una pagina descrive tale collaborazione, citare entrambe le realtà può essere utile agli utenti. Se invece la partnership esiste soltanto perché “io linko te e tu linki me”, il contesto è completamente diverso.
10. Analizzare i backlink dei competitor per trovare opportunità
L’analisi dei competitor può aiutare a capire quali tipologie di fonti citano aziende e siti che operano nello stesso mercato.
L’obiettivo non dovrebbe essere replicare automaticamente ogni backlink.
È molto più utile classificare le fonti: testate giornalistiche, magazine verticali, associazioni, blog specialistici, università, directory realmente autorevoli, studi, partner, eventi e altre tipologie di siti.
Questa analisi permette di individuare aree nelle quali il brand è poco presente e di comprendere quali contenuti hanno generato maggiore interesse nel settore.
Se diversi competitor vengono citati da magazine specializzati che non hanno mai parlato della nostra azienda, per esempio, può essere interessante approfondire quali argomenti e quali formati editoriali vengono normalmente pubblicati.
Nei progetti su più Paesi questa analisi deve essere effettuata separatamente per ogni mercato. Una strategia di link building internazionale richiede infatti publisher, competitor e contenuti coerenti con la lingua e con il contesto editoriale locale.
Quali strategie di acquisizione dei backlink è meglio evitare?
Non tutte le tecniche che producono un link rappresentano necessariamente una buona strategia.
Google definisce link spam i collegamenti creati principalmente allo scopo di manipolare i ranking e include tra gli esempi l’acquisto o vendita di link per scopi di ranking, gli scambi eccessivi, l’utilizzo di programmi automatizzati e determinate forme di link con anchor text ottimizzate inserite in articoli, guest post o comunicati distribuiti su altri siti.
Anche commenti nei blog e forum utilizzati principalmente per inserire collegamenti ottimizzati, directory di bassa qualità e network artificiali richiedono particolare cautela.
Le norme relative allo spam della Ricerca Google rappresentano il riferimento da consultare prima di impostare una campagna.
Una strategia sostenibile dovrebbe quindi evitare di basarsi esclusivamente sulla quantità e privilegiare fonti e contenuti che abbiano una reale funzione editoriale.
Pubblicazioni a pagamento: cosa cambia?
Una pubblicazione commerciale non è automaticamente equivalente a una citazione editoriale spontanea.
Quando un link deriva da pubblicità, sponsorizzazione o un posizionamento a pagamento, Google indica di utilizzare rel="sponsored". L’attributo nofollow rimane accettato, anche se per i paid placement Google indica sponsored come soluzione preferita.
Le istruzioni ufficiali sono disponibili nella documentazione dedicata a come qualificare i link in uscita.
Questo non significa che una pubblicazione sponsorizzata sia priva di valore. Può generare visibilità, traffico referral, brand awareness e raggiungere un pubblico rilevante. È però importante non confondere questi obiettivi con la promessa di trasferire necessariamente segnali di ranking.
Come scegliere tra due possibili backlink?
Quando bisogna confrontare più opportunità, una singola metrica non è sufficiente.
Un dominio può avere DR elevato ma traffico quasi inesistente. Un altro può avere metriche inferiori ma essere una fonte riconosciuta in una nicchia molto specifica.
È quindi utile considerare contemporaneamente pertinenza tematica, traffico organico, qualità dei contenuti, frequenza di aggiornamento, distribuzione delle keyword, presenza editoriale, pubblico, reputazione del dominio e pagina nella quale verrà inserita la citazione.
Anche il contesto del link conta. Un backlink inserito all’interno di un approfondimento pertinente è diverso da un collegamento collocato in una pagina quasi priva di contenuto o circondata da decine di link commerciali.
La valutazione dovrebbe sempre essere effettuata in funzione dello specifico progetto.
Quanti backlink servono?
Non esiste un numero universale di backlink necessario per ottenere risultati SEO.
La quantità dipende dal settore, dalla concorrenza, dall’autorevolezza già acquisita dal dominio, dalle pagine da supportare, dal mercato e dalla qualità delle opportunità disponibili.
Due siti che competono per keyword simili possono partire da situazioni completamente differenti.
Per questo fissare a priori quantità standard come “dieci backlink al mese” senza aver analizzato il progetto può essere poco significativo.
È preferibile partire dall’analisi dei competitor e del profilo esistente, definire le pagine prioritarie e costruire una pianificazione progressiva che possa essere adattata sulla base dei risultati.
Come misurare i risultati della Link Building
Il numero di backlink ottenuti è soltanto uno dei dati da monitorare.
Una campagna può essere valutata osservando l’evoluzione delle pagine supportate, la visibilità organica, le query e le impression in Google Search Console, il traffico referral proveniente dalle pubblicazioni, le conversioni e la crescita complessiva del profilo backlink.
Nel caso di attività di Digital PR possono essere importanti anche numero e qualità delle citazioni del brand, copertura ottenuta e fonti editoriali raggiunte.
È importante evitare una relazione causale troppo semplicistica. Se una pagina migliora dopo l’acquisizione di un backlink, non significa necessariamente che quel singolo collegamento sia stato l’unico fattore responsabile.
Contenuti, internal linking, modifiche tecniche, competitor, aggiornamenti dei sistemi di ricerca e altri elementi possono contribuire contemporaneamente ai risultati.
Backlink, citazioni del brand e visibilità nelle risposte AI
L’evoluzione della ricerca verso sistemi basati sull’intelligenza artificiale rende sempre più importante ragionare sulla presenza digitale di un brand nel suo complesso.
Essere citati da fonti editoriali pertinenti, pubblicare dati originali, sviluppare contenuti utili e rendere chiare le informazioni sull’azienda può contribuire a creare una presenza online più riconoscibile.
Questo non significa che esista una strategia di backlink in grado di garantire la citazione nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
Google specifica che per AI Overview e AI Mode continuano a essere valide le normali best practice SEO e che non sono necessari markup o ottimizzazioni speciali per essere idonei a comparire come fonte di supporto.
La documentazione ufficiale è disponibile nella guida sulle funzionalità AI della Ricerca Google.
Per un brand l’obiettivo dovrebbe quindi essere diventare una fonte realmente utile e riconoscibile nel proprio settore, invece di cercare scorciatoie tecniche per manipolare i sistemi di ricerca tradizionali o generativi.
Come costruisce Link Builder Italia una strategia di acquisizione backlink
Link Builder Italia opera nella SEO off-page dal 2012 e affianca aziende e web agency nella pianificazione di campagne di link building e Digital PR in Italia e sui principali mercati internazionali.
La selezione dei publisher viene effettuata valutando il progetto nel suo complesso: settore, competitor, pagine prioritarie, mercato, traffico organico, pertinenza tematica, qualità editoriale e caratteristiche del dominio.
Non consideriamo DA o DR come parametri sufficienti per stabilire la qualità di un’opportunità e non utilizziamo una quantità standard di backlink valida per qualsiasi cliente.
La nostra esperienza ci consente di lavorare con differenti tipologie di fonti editoriali, dai siti verticali alle testate giornalistiche, costruendo una pianificazione coerente con il brand e con gli obiettivi definiti per il progetto.
Per aziende e web agency che operano su più mercati possiamo inoltre coordinare publisher e contenuti in diverse lingue attraverso un unico processo operativo.
Domande frequenti su come ottenere backlink
Qual è il modo migliore per ottenere backlink?
Non esiste una tecnica migliore per tutti i progetti. Contenuti originali, Digital PR, outreach, contributi editoriali, recupero delle menzioni e altre strategie possono essere combinate in funzione del settore e degli obiettivi.
Un backlink con DR alto è sempre migliore?
No. Il DR è una metrica proprietaria e non descrive da solo la qualità di un collegamento. Pertinenza, traffico, qualità editoriale, pubblico e contesto della citazione devono essere considerati insieme.
È possibile ottenere backlink senza creare nuovi contenuti?
Sì. Il recupero delle menzioni, l’aggiornamento di risorse esistenti, collaborazioni, partnership e broken link building possono generare opportunità anche partendo da contenuti già disponibili. In molti casi, però, avere risorse di qualità rende più semplice ottenere citazioni.
Gli scambi di link sono vietati?
Una citazione reciproca può nascere naturalmente tra due realtà che collaborano o si citano per ragioni editoriali. Google considera invece link spam gli scambi eccessivi o le pagine partner create esclusivamente per effettuare cross-linking.
I guest post sono ancora utili?
Possono essere utili quando rappresentano veri contributi editoriali rivolti al pubblico del sito ospitante. La pubblicazione seriale di articoli costruiti principalmente intorno a link e anchor ottimizzate presenta invece caratteristiche molto differenti.
Posso acquistare backlink dofollow?
Google considera link spam l’acquisto o la vendita di collegamenti effettuati per trasferire credito di ranking. Per pubblicità e paid placement indica di qualificare i link con rel="sponsored", mentre nofollow rimane un’alternativa accettata.
Più backlink significano automaticamente un miglior posizionamento?
No. La quantità da sola non determina il risultato. Qualità delle fonti, pertinenza, contenuti, stato tecnico del sito, concorrenza e molti altri elementi contribuiscono alla visibilità organica.
I backlink aiutano a comparire nelle risposte dell’intelligenza artificiale?
Non esiste un numero o una tipologia di backlink che garantisca la citazione nelle risposte AI. Una presenza editoriale coerente, contenuti originali e informazioni affidabili possono contribuire alla riconoscibilità del brand sul web, ma l’inclusione nelle risposte generate dai sistemi di ricerca non può essere garantita.
Ottenere backlink di qualità richiede quindi un approccio più ampio rispetto alla semplice ricerca di domini con metriche elevate.
Contenuti realmente utili, dati originali, relazioni editoriali, selezione accurata dei publisher e una conoscenza approfondita del mercato permettono di costruire nel tempo una strategia più coerente e sostenibile.

